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BREAKING – VISTO ORA

POST DELL’ULTIMO MINUTO

la Russia non accetta

ULTIMA ORA: La Russia respinge la proposta statunitense di un cessate il fuoco immediato, accettata dall’Ucraina. Il capo negoziatore russo Yuri Ushakov afferma che la proposta è inutile perché non fa che imitare gli sforzi di pace.

pazzesco 700 mila russi mandati a morire, non gli sono bastati!

GASPROM BRUCIA CHP-16

CHP-16 è una pietra angolare della sicurezza energetica di Mosca, che fornisce elettricità a 1,2 milioni di famiglie e calore a 250.000 famiglie. Soddisfa l’8-10% della domanda di elettricità di Mosca e il 10-15% della sua domanda di calore, garantendo stabilità della rete e affidabilità invernale

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  4. la Cbs ha dato una clamorosa notizia, in esclusiva. Fonti autorevoli dell’intelligence americana affermano che gli attacchi di droni contro…

  5. “Lo ripeto, dalla Flotilla” non è arrivato “nessun beneficio per i palestinesi” ha detto Giorgia Meloni sempre ai cronisti a…

9 Comments

  1. GARKK

    DANNO IRREPARABILE DI TRUMP

    “Secondo “Bild”, dopo la disattivazione a distanza degli Himars e dell’electronic warfare sugli F-16, la Germania sta valutando la risoluzione d’un contratto per la fornitura alla Bundeswehr di caccia statunitensi F-35 per un valore di 8,5 miliardi di euro, temendo che su quei velivoli possano essere installati kill switch in grado di bloccarli in qualsiasi momento.

    Comprese le analoghe insidie legate a Starlink, l’Europa è quindi corsa alla ricerca d’alternative come la lussemburghese Ses, la spagnola Hisdesat e la transalpina Eutelsat OneWeb, le cui azioni in Borsa sono schizzate alle stelle mentre quelle delle aziende di Elon Musk sprofondavano.

    Il blocco imposto dall’americana Maxar Technologies alla condivisione d’immagini satellitari con l’Ucraina ha reso più difficoltoso prevedere gli attacchi nemici, non potendo più monitorare aeroporti e basi militari russe. Oltre agli Atacms, anche Scalp e Storm Shadow sono legati all’imprimatur americano.

    Per queste ragioni da queste parti si spera che Merz manterrà la promessa di sdoganare a Kyiv i Taurus tedeschi. Come ho scritto ieri su queste pagine, in una sola settimana l’Ucraina ha perso il controllo di circa 70 km2 (cioè il 17%) del territorio di Kursk che occupava. Ma soprattutto, col resto d’Europa, ha perso in maniera forse irrecuperabile la fiducia negli Usa.”

  2. NONCICREDO

    ingannato tutto il mondo populista

    “Le elezioni di novembre, vinte da Georgescu con un margine sorprendente, erano state immediatamente contestate da osservatori internazionali e dalla comunità europea. Le prove di brogli e interferenze russe erano schiaccianti: denaro proveniente da Mosca, campagne di disinformazione orchestrate dai servizi segreti russi e minacce ai candidati rivali. Di fronte a queste irregolarità, il tribunale costituzionale rumeno aveva annullato il voto, scatenando le proteste dei sostenitori di Georgescu.

    Ma l’arresto di ieri ha rivelato che il piano andava ben oltre le urne. Nella villa di Georgescu, trasformata in una fortezza, sono stati trovati non solo armi e munizioni, ma anche documenti che dimostrano contatti diretti con il Cremlino e con il Gruppo Wagner, l’organizzazione paramilitare russa nota per le sue operazioni in Ucraina, Siria e Africa. Horatiu Porta, il mercenario a capo della sicurezza di Georgescu, è un ex militare con legami accertati con le milizie russe.

    La vicenda ha sollevato interrogativi inquietanti sulla capacità della Russia di influenzare la politica europea attraverso figure apparentemente locali. “Georgescu non era un semplice estremista”, ha dichiarato un analista politico di Bucarest. “Era un burattino nelle mani di Mosca, pronto a scatenare il caos pur di servire gli interessi del Cremlino.”

    Eppure, mentre la Romania festeggia lo sventato golpe, c’è chi continua a invocare il “rispetto della democrazia”. Figure come Donald Trump, Elon Musk e J.D. Vance, noti per le loro simpatie filo-russe, hanno criticato l’annullamento delle elezioni e l’arresto di Georgescu, definendolo un attacco alla volontà popolare. Ma la domanda che sorge spontanea è: può esistere una democrazia autentica quando il voto è manipolato da potenze straniere?

    La risposta della Romania è stata chiara: no. E mentre l’Europa si interroga su come contrastare l’influenza russa, il caso Georgescu rappresenta un monito. La democrazia non è un gioco, e chi cerca di truccare le carte deve essere fermato prima che sia troppo tardi.”

    E TUTTI A PROTESTARE PER L’INGIUSTIZIA??!!

  3. news

    Giuliano Ferrara su IL FOGLIO

    CHI HA UMILIATO CHI ALLA CASA BIANCA ?

    Messo all’angolo di un incontro di boxe truccato da due broker molto simili a due gangster, Zelensky è uscito dal ring senza firmare il già celebratissimo “deal” ed è tornato a casa facendo fallire non già la pace ma la collusione dei due truffatori con la platea di Mosca che applaudiva il trucco.

    Chi ha umiliato chi alla Casa Bianca? Trump e Vance si sentivano di gran lunga i più forti, quelli che ce l’hanno più lungo e che pisciano più lontano, avevano demolito in chiacchiere l’alleato europeo a Monaco, avevano preso la mano che il dittatore e aggressore gli aveva porto per appozzare, tenere sott’acqua, un presidente ucraino combattente, impegnato da tre anni nella resistenza del suo paese in nome dell’indipendenza e della libertà di Kyiv e dei suoi alleati occidentali, lo avevano escluso – lui e gli alleati di Parigi e Londra e Berlino – dal negoziato di resa alla Russia, gli avevano estorto la bozza di un contratto sulle terre rare fatto per trasformare una battaglia comune in una questione di risarcimento commerciale; e dopo averlo maltrattato in ogni modo hanno finto di discutere con lui dei quattrini e di una pace non giusta e non duratura, una oscena capitolazione a beneficio del loro grosso bestione aggressore, chiedendo la sua sottomissione e la sua firma nel corso di un’imboscata da bestie rare, una cosa mai vista in cui la storia eccelsa dell’America schierata contro le autocrazie e per il mondo libero, alla sua guida addirittura, veniva ridotta a ganging up, a bullismo, a un tentativo collusivo, due contro uno, di abbattere il mito che li inquieta e li ripugna, il mito della libertà e del coraggio, con una sceneggiata mafiosa di “great television” (come ha detto Trump).

    Il risultato è che Zelensky, con la grazia umile dei forti, messo all’angolo di un incontro di boxe truccato da due broker molto simili a due gangster, è uscito dal ring senza firmare il già celebratissimo “deal”, ha sbeffeggiato the art of the deal di quello sbruffone, e con la dignità di un piccolo ebreo e il linguaggio del corpo di un perfetto attore comico, che sembrava il Chaplin della situazione, con la sua faccia intelligente e mobile, salvando il patrimonio di credibilità e di ostinazione libera del suo paese e degli europei che non lo hanno lasciato solo, è uscito dal ring ed è tornato a casa facendo fallire non già la pace ma la collusione dei due truffatori con la platea di Mosca che applaudiva apertamente il trucco, con la saliva alla bocca. Un cazzotto nei denti di un’America irriconoscibile rappresentata da due campioni del potere e della forza bruta che si comportavano da bari. Chi ha umiliato chi alla Casa Bianca?

    In termini politici, fuori dai canoni spettacolari di questa rotta della credibilità americana, è successo che per la prima volta dall’avvento dell’uomo che Dio ha scelto per salvare l’America e perdere il mondo, un “no” degno di Churchill e di de Gaulle è stato pronunciato come una salutare bestemmia in quel cesso giallino a cui era stato ridotto lo Studio ovale dell’uomo più potente e incredibile della terra. E l’aggressore neoimperialista, l’uomo che si voleva mangiare l’Ucraina come Hitler si era pappato la Cecoslovacchia di Benes, è rimasto a guardare, rosicante e gradasso, la performance dell’impotenza e della disdetta dei suoi nuovi alleati nell’impresa. Infatti tutto il problema era lì. Da quando Trump ha deciso che doveva sperimentare la sua eccellenza commerciale lusingando Putin, disprezzando i suoi alleati storici, mettendo al posto della libertà e della resistenza gli argomenti di un barattiere, quel che mancava era qualcuno in grado di dirgli semplicemente “no”. Con conseguenze schiettamente politiche che non tarderanno a farsi sentire. Gli europei gareggiavano nel tentativo di trattare e mediare con il suo progetto, chiedevano garanzie che non ottenevano, si recavano a corte per un balletto falso e demoniaco in cui si fingeva che l’occidente fosse ancora un campo di unità e di negoziato per la pace, nascondendo l’Ucraina, il luogo della pace violata e della pace difesa con le unghie e coi denti, sotto il tappeto.

    C’era tutto il falso e il bugiardo della diplomazia formale, il vero e triste della paura commerciale e dello smarrimento politico, e il tutto era avviato verso la sua naturale conclusione di resa a discrezione, a Trump e al suo nuovo mandante Putin. Finché è arrivato Volodymyr Zelensky. Chi ha umiliato chi alla Casa Bianca ?

  4. DAZI

    DAZI USA – REAZIONE UE

    Anzitutto, dal 1° aprile tornano attive le misure di contro-bilanciamento sospese del 2018 e del 2020. Per la prima volta, queste forme di riequilibrio saranno attuate integralmente. Questo significa che saranno applicati dazi su prodotti di varia natura. Dalle barche al bourbon, fino alle moto americane come le Harley Davidson. Ulteriori misure dovrebbero entrare in vigore entro metà aprile e riguarderanno una serie di beni industriali e agricoli.

    Nel primo caso parliamo di prodotti in acciaio e alluminio (rispondendo così al fuoco con altro fuoco), tessuti, pelletteria, elettrodomestici, utensili per la casa. Ma anche materie plastiche e prodotti in legno. Nel novero dei beni agroalimentari si segnalano pollame, manzo, alcuni frutti di mare, noci, uova, latticini, zucchero e verdure.

    Rimane comunque la possibilità che, alla fine dei giochi, Trump ci ripensi. Lo ha fatto con i dazi contro il Messico, rimandati già due volte. Lo ha fatto ieri sera, dopo averla sparata grossa sul Canada («Farò chiudere la loro industria dell’auto»): poche ore più tardi è tornato sui suoi passi. Potrebbe farlo anche con noi europei. D’altronde, in economia, si è capito che la sua linea è fatta di latratati poderosi e azioni pressoché inesistenti.”

  5. Comment by post author

    administrator

    Dopo l’arrivo del rappresentante speciale degli Stati Uniti a Mosca, il CHP-16 ha preso fuoco. L’incendio si sta ingrandendo ogni minuto!

  6. Comment by post author

    administrator

    ❗️ Reuters riferisce che 🇷🇺 la Russia ha presentato agli 🇺🇸 Stati Uniti la sua lista di richieste per un accordo che ponga fine alla guerra in 🇺🇦 Ucraina e ripristini le relazioni diplomatiche con Washington.

    Le condizioni, secondo quanto riferito, includono la non appartenenza dell’Ucraina alla NATO, un accordo per non schierare truppe straniere in Ucraina dopo la guerra e il riconoscimento internazionale delle rivendicazioni della Russia sulla Crimea, così come sulle regioni di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhia nell’Ucraina sud-orientale. I funzionari hanno affermato che l’elenco era “ampio” e simile alle precedenti richieste avanzate all’Ucraina, agli Stati Uniti e alla NATO.

  7. Comment by post author

    administrator

    https://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/l-europa-riarma-e-la-lockheed-martin-si-frega-le-mani/ar-AA1AQ3YB?ocid=socialshare&cvid=32c7526e2a9d49d0b920cb227088b750&ei=64

    articolo su looked-martin e i soldi in arrivo dalla UE

    IO CHE SONO NESSUNO, SO CHE NON E’ VERO NIENTE… POSSIBILE CHE TUTTI, ANALISTI, GIORNALISTI E POLITICI NON NE SAPPIANO NIENTE???

  8. Comment by post author

    administrator

    anche il gigante turco ci mette il cappello

    “Ho avuto un incontro significativo con i rappresentanti del governo turco e del settore imprenditoriale, dando seguito ai nostri accordi con il presidente Erdoğan ad Ankara. È importante che le aziende turche siano già presenti in Ucraina. Il nostro Paese apprezza questo, così come il supporto e l’assistenza di Türkiye, in particolare la fornitura di droni Bayraktar.

    Oggi abbiamo discusso degli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura, dello sviluppo delle relazioni bilaterali, delle opportunità di cooperazione nella produzione di vari tipi di droni e della partecipazione delle aziende turche alla ricostruzione dell’Ucraina.

    L’Ucraina considera la Turchia uno dei suoi partner strategici, nonché un partner in termini di garanzie di sicurezza, ed è pronta a ratificare l’accordo di libero scambio con la Turchia durante la prossima visita del presidente Erdoğan.”

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