Skip to content

news

Il caso Charlie Kirk deflagra anche nella Chiesa americana

Nell Eneide (III, 41) il poeta Virgilio fa dire allo spirito di Polidoro, il figlio del re Priamo, ucciso mentre fuggiva, che si rivolge all’eroe troiano Enea “risparmia chi è sepolto”: un invito a non parlar male dei defunti, anche se hanno avuto delle colpe. Da allora questa massima è segno di civiltà. Ma tra molti cattolici degli Stati Uniti, il rispetto per una vittima assassinata in modo brutale, e per cui anche papa Leone XIV ha assicurato le sue preghiere, sta diventando un vero e proprio culto.

In un intervento a Fox and Friends, il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, ha paragonato Charlie Kirk, l’attivista politico conservatore ucciso durante un evento in Utah, a un “San Paolo moderno”, definendolo “missionario, evangelista, eroe”.

La dichiarazione ha scatenato diverse polemiche. In un editoriale del National Catholic Reporter, John Grosso ha definito il paragone “falso sotto ogni aspetto” e ha accusato i prelati conservatori di “mitizzazione” del controverso attivista. “L’arcivescovo di New York si è forse riferito a San Carlo Acutis? Il neo-canonizzato millennial, spesso definito l’influencer di Dio?”, è la domanda retorica di Grosso.

 

che fosse "un moderno San Paolo". È falso sotto ogni aspetto. Non sappiamo se Kirk sia stato ucciso per la sua fede. Le prove attuali non indicano che il bigottismo religioso fosse un motivo primario o addirittura secondario. Ciò potrebbe cambiare con l'emergere di ulteriori prove. Qualsiasi riflessione sull'eredità di Kirk non può ignorare il dolore e la sofferenza che Kirk ha inflitto a innumerevoli persone attraverso la sua retorica dura, divisiva e combattiva. Abbiamo pubblicato alcune di queste prospettive sul National Catholic Reporter negli ultimi giorni, ma in qualsiasi conversazione sull'eredità di Kirk, non possiamo ignorare il suo razzismo, sessismo e xenofobia.

Sul fronte opposto, opinionisti vicini ai Maga hanno utilizzato le dichiarazioni di Dolan contro il “silenzio” al riguardo della Conferenza episcopale americana. Polemiche che dovrebbero interessare anche i nostri deputati che si apprestano oggi pomeriggio a intervenire sul tema Charlie Kirk alla Camera.

Nel corso del programma televisivo, il cardinale Dolan ha dichiarato di non sapere chi fosse Kirk al momento della sparatoria, ma di essere rimasto molto colpito, indagando sulla sua vita. “Penso che lui sapesse cosa intendeva Gesù quando diceva che la verità vi renderà liberi”.

Sul quotidiano cattolico, l’editorialista John Grosso ha ribattuto che “non sappiamo se Kirk sia stato ucciso per la sua fede” e che era un “razzista, sessista e xenofobo”, molto poco cattolico, un critico feroce di Papa Francesco. Il capo di Turning Point Usa aveva definito il pontefice morto cinque mesi fa “marxista”, “eretico” e “corrotto” e aveva pubblicamente rifiutato il primato papale. “Voglio una Chiesa cattolica migliore. Personalmente – sono parole di Kirk nell’intervista con l’influencer Michael Knowles su YouTube con oltre cinque milioni di visualizzazioni. – non potrei far parte di un’istituzione con un leader di facciata che ha una visione del mondo così corrotta e contraria a ciò che credo insegni la Bibbia”.

Il commento di Dolan ha seguito quello solitario di un unico vescovo: il controverso vescovo di Winona-Rochester, in Minnesota, Robert Barron che ha definito Kirk “un apostolo del discorso civile”.

Il National Catholic Reporter denuncia come questa “santificazione” dell’attivista da parte della destra cattolica stia “avvelenando il discorso” pubblico con una falsa dicotomia: “Devi approvare la causa di santità di Kirk o vieni licenziato ed espulso dalla società civile. Perché deve essere tutto o niente? Perché non possiamo dire che Kirk era un uomo complicato che aveva opinioni riprovevoli pur condannando la sua brutale esecuzione?

Sebbene sia già stato detto, è opportuno ribadirlo: i cattolici – e tutte le persone di buona volontà – condannano l’omicidio di Kirk con la massima fermezza. La sua morte è stata una tragedia americana. Era un marito, un padre e un essere umano, colpito nel modo più raccapricciante. Il suo omicidio è stato un crimine abominevole contro la nostra comune dignità umana e un atto malvagio. Non meritava di morire, e dovremmo impegnarci a pregare per lui, per la sua famiglia e per tutti coloro che sono stati uccisi da atti di violenza armata.

Ma questo non significa che fosse un moderno San Paolo. Ciò è falso sotto ogni punto di vista”, scrive Grosso. “Dobbiamo anche parlare – ha aggiunto – dell’atteggiamento di Kirk nei confronti del cattolicesimo. Kirk era tutt’altro che un ammiratore del cattolicesimo, nonostante i numerosi  resoconti apocrifi sulla sua presunta potenziale conversione alla fede. Kirk era un noto critico di Papa Francesco, definendolo marxista, insinuando che fosse un eretico. Kirk ha ripetutamente messo in discussione il ruolo del papa come istituzione e ha respinto il primato del papato fino al gennaio 2025.”

©HuffPost Italia